Lo Styled Layer Descriptor
La possibilità di ricevere mappe o informazioni sui contenuti della mappa non è solo l’unica caratteristica degli standard definiti dall’OGC e visti nei tutorial precedenti. Finora si è analizzato solo il modo di inviare richieste e ricevere risposte da parte di un server georeferenziale, ma come si deve operare per visualizzare una mappa con un determinato tematismo scelto dall’utente? Non essendo stato ideato per questo caso, lo standard WMS non comprende le direttive necessarie per creare tematismi, per questo motivo il consorzio OGC ha implementato un altro standard denominato Styled Layer Descriptor.
Come si intuisce dal nome, con questo linguaggio è possibile creare tematizzazioni di punti, linee, poligoni, etichette di testo e molto altro ancora. SLD è quindi una sofisticata specifica OGC per la vestizione di layer vettoriali e raster. La tematizzazione avviene grazie all’utilizzo di elementi di tipo XML definiti tramite un XML Schema, ognuno con i propri parametri e le proprie funzionalità, tra cui la possibilità di utilizzare alcuni parametri dei CSS. L’SLD è un linguaggio molto flessibile, anche se nella sua generalità risulta di difficile comprensione infatti non ha una sintassi semplificata per i tipi di rendering più comuni. Una volta presa padronanza dello strumento si possono realizzare stili piuttosto sofisticati che riescono a soddisfare sia le specifiche GML che le specifiche Filter.
Esistono due versioni di SLD che vengono utilizzate per creare le tematizzazioni, ovverosia la 1.0.0 e la 1.1.0. Di norma la versione usata dalla maggior parte degli OpenGIS Web Server è la 1.0.0, a differenza della 1.1.0 che è poco supportata. In questi tutorial andremo ad analizzare unicamente la versione 1.0.0.
Inanzitutto bisogna sottolineare che lo standard SLD è intrecciato allo standard WMS. Infatti, se si utilizza la direttiva GetMap di WMS si nota come lo styling SLD possa essere utilizzato in tre diversi modi:
- Il Client interagisce con il Server WMS attraverso il protocollo HTTP GET. Il file SLD viene utilizzato in modalità remota grazie all’aggiunta del parametro SLD=url_file_sld& nella query
- Il Client usa sempre HTTP GET ma inserisce il contenuto XML dell’SLD direttamente nella query attraverso il parametro SLD_BODY (con dovute codifiche)
- Il Client interagisce con il server WMS attraverso HTTP POST, con la richiesta GetMap codificata in XML includendo anche il corpo dell’SLD
Il terzo metodo è tecnicamente superiore rispetto agli altri due, purtroppo però non è implementato da quasi tutte le tecnologie lato server disponibili. L’utilizzo del secondo metodo, che è un compromesso tra il primo e il terzo metodo può comportare dei problemi nell’eccessiva lunghezza dell’URL. Di norma si utilizza il primo metodo, che è il più efficiente.
Come annunciato precedentemente, lo standard Styled Layer Descriptor non è altro che una definizione di parametri grafici basati sul linguaggio XML. Gli elementi utilizzabili sono stati definiti attraverso l’utilizzo dell’SLD Schema (ovverosia un semplice XML Schema) che ne definisce la grammatica. Tali elementi XML, che verranno analizzati nei prossimi tutorial, sono:
- L’elemento radice
- Named Layer
- User-Defined Layer
- User-Defined Style
- FeatureTypeStyle
- Rule
- Symbolizer: punti, linee, poligoni, etichette di testo e raster
- Filter
Permanent Link | Inserita il 06 gennaio 2010 in Tutorial, Ingegneria by Mattia |
